PROCESSIONE DEL VENERDI' SANTO ANNO 2007
La Bibbia, libro sacro degli Ebrei e dei Cristiani, è piena di personaggi. È la storia del progetto di salvezza di Dio per il suo popolo, gli Ebrei, che abitavano nella terra di Canaan posta tra l’Egitto e la Siria. Per portare la salvezza Dio si serve di persone, anche di quelle che hanno compiuto azioni cattive. La conoscenza delle loro azioni può essere di beneficio a tutte le persone di qualsiasi paese e di qualsiasi epoca. Questa riflessione su 80 Quadri con i vari personaggi abbraccia tutti i libri della Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse. L’apertura dell’opera o meglio l’incipit (l’inizio), l’imput è un canto alla creazione, all’uomo - “l’uomo di tutti i tempi, creato da Dio come vertice della sua opera e caduto nella miseria a causa del peccato liberamente commesso”; alla natura, alle prime famiglie umane. Seguono poi la Schiavitù in Egitto e l’Esodo, quindi i Giudici, i Re, i Profeti, i Re di Giuda e d’Israele. L’ultima parte della storia dell’Antico Testamento termina con l’Esilio e il ritorno in patria. Solo alla luce di un attenta riflessione sulla Bibbia ci possiamo rendere conto del modo straordinario con cui Dio ha operato lungo i secoli attraverso gente comune. L’autore della lettera agli Ebrei al capitolo 12, dice che “anche noi, circondati da un così gran numero di testimoni … corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù …” Il quadro raffigura una bambina con una lunga tunica, che porta una tabella con la scritta "Vecchio Testamento"
1 . TABELLA DEL VECCHIO TESTAMENTO |
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II. LE TENEBRE
Le tenebre ricoprivano la terra (Genesi 1,2) Rappresentano la negazione della luce e quindi della vita, il caos primordiale. Sono raffigurate da una donna con un lungo abito nero. Nella successione dei quadri viventi non viene rappresentata la creazione del firmamento, né la separazione della terra dall’acqua. |
III. LA CREAZIONE DEL SOLE E DELLA LUNA
IL SOLE: “luminare maggiore per regolare il giorno” (Gen 1,14-19) Il Sole e la luna non vengono chiamati con il loro nome, sono semplici luminari che rischiarano la terra e fissano il calendario. Un ragazzo vestito con una tunica gialla rappresenta il sole LA LUNA: “luminare minore per regolare la notte”. Una ragazza porta un abito lungo dove è disegnata la luna. |
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IV. LE STELLE MINORI
Le stelle che costellano il firmamento sono per i cristiani simbolo della vita eterna. Rappresentano questo quadro un gruppo di bambini vestiti di blu e con una stella per cappello. |
V. GLI ANGELI
Dio crea degli spiriti ultraterreni e si serve di loro come suoi messaggeri. Gli angeli hanno il compito di aiutare, salvare, custodire. Un gruppo di bambini vestiti con tuniche bianche e le ali rappresentano gli spiriti celesti (Esodo 23,20;32,2) |
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VI. PECCATO ORIGINALE
Non segue la creazione dei pesci e degli uccelli (Gn 1,20.23) né la creazione degli animali (Gn 1,24-25) ma la creazione dell’uomo, ad immagine e somiglianza di Dio. Adamo riceve lo Spirito (Gn 1,27) e può contemplare le opere che sono segno di quell’ inesauribile amore di Dio per l’umanità. Il salmista dice: “Eppure lo hai fatto poco meno degli angeli, di gloria lo hai coronato”(8,5). |
VII. CAINO ED ABELE
Adamo ed Eva inizialmente generarono due figli, il primo si chiamava Caino e il secondo Abele.
CAINO: Caino era un coltivatore della terra. Dio non gradì l’offerta dei doni fatta da Caino, mentre accettò il sacrificio di animali offerto da Abele. Caino colto da un “raptus” uccise Abele. Genesi 4,1-25; Ebr 11-4.
ABELE: (“pastore”) Abele, il secondo figlio di Adamo ed Eva, sacrificò a Dio i primogeniti del suo gregge. Abele fu ucciso da Caino per gelosia. Abele è considerato come martire (Mt 23,35) per la sua fede (Ebr 11,4) e per la sua giustizia (1° Gv 3,12).
Il quadro vivente è rappresentato da due giovani vestiti con delle tuniche, uno porta in mano una pietra. |
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VIII. NOÈ
Noè, figlio di Lamek, secondo la genealogia biblica è il decimo patriarca antidiluviano: è un uomo giusto per questo viene risparmiato dal diluvio insieme alla sua famiglia si rifugia nell’arca (Gn 6-7). Dopo il diluvio offre a Dio un sacrificio (Gn 8). Diventa attraverso i suoi figli Sem, Cam, Jafet il nuovo caposti-pite dell’umanità (Gn 9) Il Quadro presenta Noè nelle sembianze di un uomo anziano con il bastone, e dietro tre coppie di famiglie vestiti con delle lunghe tuniche. |
IX. SEM, CAM, JAFET CON LE MOGLI
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X. IL CORVO E LA COLOMBA
Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che ave-va fatto nell’arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate. Noè poi fece uscire una colomba… tornò sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. (Gn 8,6. 9-11) Tra il creatore e la creatura l’armonia è stata ritrovata. L’ulivo simboleggia la pace. Il Quadro è rappresentato da due ragazzi che portano una Colomba bianca e un Corvo. |
XI. LA TORRE DI BABELE
Città situata sul fiume Eufrate, capitale della Babilonia. La parola in accadico significa “Porta di Dio”. Al tempo di Hammurabi, fu un centro politico e culturale. Nella Bibbia indica la potenza nemica di Dio. La torre è alta 91 metri, e gli uomini vogliono giungere al cielo e sfidare la divinità. Alla fine della storia delle origini, il rapporto tra Dio e l’uomo è stato definitivamente spezzato. Dio confonde le lingue degli uomini e li disperde sulla superficie di tutta la terra. Con la venuta dello Spirito Santo (Atti cap. 2), gli uomini di diverse nazioni ritrovano l’unico lin-guaggio dell’amore e professano la stessa fede in Cristo. Genesi cap. 11. Il Quadro è rappresentato da una torre di carta-pesta condotta da quattro ragazzi. |
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XII. ABRAMO E SARA
Primo dei tre patriarchi: la sua storia inizia in Gn 11,27 - 25,10. Dio lo chiama da Ur dei Caldei, una città della Mesopotamia, l’attuale Iraq, a lasciare la sua patria, la sua casa, la sua famiglia per una nuova destinazione portando Sara, il padre Terach ed il suo nipote Lot. Abramo ha per moglie Sara (principessa) e dalla schiava Agar, ha un bambino chiamato Ismaele. Dopo la nascita di Isacco è costretto a farli andare via, nel deserto. |
XIII. AGAR E ISMAELE
I Quadri viventi vengono rappresentati il primo da una coppia di anziani, il secondo da una donna che porta per mano un bambino che rappresenta Ismaele. Genesi 12 - 16 |
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XIV. Sacrificio di Isacco
Abramo ed Isacco bambino
Il libro della genesi ci descrive questo episodio al Capitolo 22. Dio mette alla prova Abramo e lo invita alla fede e all’obbedienza in Lui. Questa prova è, però, terribile. Egli deve scegliere tra l’amore per l’unico figlio che ha e il dovere dell’obbedienza a Dio, che gli comanda di immolarlo. Nel Nuovo Testamento Isacco è considerato figlio della promessa e nostro antenato (Rm 9,7-10). Il quadro vivente è rappresentato da un uomo e da un bambino. |
XV. Isacco e Rebecca
Isacco e Rebecca ebbero due gemelli, Esaù e Giacobbe. Quando era già vecchio, Isacco fu ingannato da Giacobbe che gli strappò la benedizione che Isacco aveva riservato per Esaù. Genesi 21,1-27,40; Matteo 1,2. Una coppia rappresenta queste figure bibliche. |
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XVI. Esaù e Giacobbe
I figli di Isacco e di Rebecca (Genesi cap. 25 e 27) Esaù è un cacciatore, mentre Giacobbe ama la tranquillità della tenda, aiutato dalla madre, strappa la primogenitura ad Esaù ed eredità la promessa fatta da Dio a suo nonno Abramo. I due Giovani rappresentano il quadro di Esaù e Giacobbe, di cui uno tiene un piatto di lenticchie. |
XVII. Giacobbe e Rachele
Da giovane Giacobbe visse nella Mesopotamia, dove sposò le due figlie di suo zio Labano, Rachele e Lia. Nel suo viaggio di ritorno a Canaan una notte dovette lottare a lungo contro un angelo di Dio che gli cambiò il nome in ISRAELE (“colui che lotta con Dio”). I suoi dodici figli diedero origine alle dodici tribù di Israele. Il penultimo è Giuseppe e l’ultimo è Beniamino. Genesi 25,21- 35,29; Una coppia raffigura il quadro vivente di Giacobbe e Rachele. |
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XVIII. Giuseppe venduto dai fratelli
Giuseppe, figlio di Giacobbe e di Rachele aveva ricevuto da suo padre una “ tunica di diversi colori”. I suoi fratelli, invidiosi lo vendettero ad una carovana di mercanti, diretta in Egitto, che a loro volta lo vendettero a Potifar, un funzionario del Faraone. (Genesi cap. 37) Il quadro è rappresentato da un gruppo di ragazzi, quello che impersona Giuseppe porta una tunica bianca. |
XIX. Ragazzo con veste di Giuseppe insanguinata
I fratelli di Giuseppe per celare la loro cattiveria dicono a Giacobbe loro padre, che una fiera ha ucciso il giovane, mostrando la Tunica intrisa di sangue.
Il quadro è rappresentato da un ragazzo che porta una veste intrisa di sangue. Genesi 25,21- 35,29; |
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XX Giuseppe Vicerè
Imprigionato ingiustamente, Giuseppe fu liberato dopo che ebbe interpretato saggiamente i misteriosi sogni del Faraone. Il Faraone lo nominò primo ministro del regno con il compito di ammassare il grano in previsione dei sette anni di carestia. Anche la famiglia di Giuseppe si recò in Egitto, a chiedere grano, Giuseppe si fece riconoscere ed ebbe cura di loro. (Genesi 37-50)
Giuseppe è rappresentato da un uomo vestito con abiti regali ed accompagnato da due ragazzi in abiti sontuosi , che portano delle spighe simbolo della ricchezza dell’Egitto. Con il quadro dei soldati egizi inizia la descrizione degli eventi del secondo libro dell’Antico Testamento: l’Esodo. Ramesse II, Faraone d’Egitto intorno al 1300 a.C. riduce in schiavitù gli Ebrei, e con un editto ordina la soppressione di tutti i bambini maschi, solo Mosè si salva. |
XXI. Miriam (Maria - “amata da Dio”)
Miriam era sorella di Mosè. Da ragazza aiutò sua madre Jochebel a nascondere il neonato Mosè. (Esodo cap. 2)
Miriam è rappresentata da una donna che porta un bambino
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XXII. Mosè (“colui che è tirato fuori”)
Figlia del Faraone, Sacerdotessa, ancella e soldati La madre Jochebel e la figlia Miriam mettono il bambino Mosè in un cesto di vimini e lo depongono tra le canne sul fiume Nilo. La figlia del Faraone, accompagnata dalla sacerdotessa, dalle sue ancelle e dai soldati giunta in quel luogo lo trovò e lo portò nella coorte del Faraone, allevandolo come fosse suo figlio, un principe d’Egitto (Esodo cap. 2).
Il quadro viene rappresentato da una ragazza con costume egizio di colore rosso, accompagnata da altre ragazze vestite in modo elegante.
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XXIII. Faraone d’Egitto
Figlio del Faraone, moglie, ancelle e soldati Mosè da adulto dopo avere udito la voce di Dio che gli ordinava di ritornare in Egitto a liberare il popolo ebreo, prese con sé suo fratello Aronne come suo portavoce. Mosè affrontò il faraone; ma fu solo dopo che la terra era stata devastata da diverse piaghe e lutti, i primogeniti egiziani erano morti che il faraone lasciò partire gli ebrei: Ogni anno nella festa ebraica della Pasqua ricordiamo questo evento. (Esodo capp. 3-12)
Gli abiti che indossano i personaggi di questo quadro rappresentano la ricchezza dell’Egitto. |

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XXIV. La Pasqua e i portatori di agnelli
La più importante festa giudaica, che commemora l’uscita degli Ebrei dall’Egitto, ed è celebrata ogni anno in primavera. Il rituale è indicato nel libro dell’Esodo (Es 12-13,16) e si completa con il sacrificio di un agnello. Nel Nuovo Testamento gli Apostoli dicono che “Gesù è il nostro agnello pasquale” (1 Cor 5,7; 1 Pt 1,19).
Il Quadro vivente raffigura dei ragazzi che portano sulle spalle degli agnelli. |
XXV. La Liberazione dalla Schiavitù
L’uomo è immagine e somiglianza del Dio vivente e santo: ogni vita umana, dal concepimento fino alla morte è sacra. Dio ha detto: ”non uccidere” (Es. 20,13) Chi non rispetta la vita di tutti e pratica la violenza, rinnega la propria dignità di uomo e offende gravemente Dio. La storia è piena di uomini e donne che hanno lottato per la promozione umana.
CCC 2288-2291 |
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XXVI. Mosè con le tavole della legge
Mosè fu il primo e il più grande dei profeti. Egli diede al popolo la legge e presentò Dio come “Yahweh” (Io sono). Mosè fu l’uomo al quale “Dio parlò faccia a faccia come un uomo parla al suo amico”. (Esodo cap. 20,1-21) L’evangelista Giovanni scrive: “chi non osserva i comandamenti è un bugiardo…”. (1 Gv. 3,11-24)
Mosè è raffigurato da un uomo con la barba bianca ed una tunica, che porta in mano un bastone e nell’altra delle tavole di legno nelle quali sono scritti i comandamenti. |
XXVII. Il vitello d’oro
Dimentichi delle meraviglie che Dio aveva loro compiuto, gli Ebrei si costruiscono un vitello d’oro. Quando Mosè scende dal monte dove si trovava in preghiera, spezza le tavole della legge (Esodo 32,19). L’unico vero Dio esige dai credenti l’adorazione esclusiva. Risultano in contrasto con esso l’ateismo, l’agnosticismo, l’indifferenza religiosa, l’idolatria, il satanismo, la superstizione. (Cfr. CCC. 2110-2128)
Il quadro è rappresentato da quattro ragazzi che portano un vitello fatto di cartapesta |
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XXVIII. Giosuè e la presa di Gerico
Giosuè significa “Dio è salvezza”. È un giovane che aveva fede e coraggio. Fu il braccio destro di Mosè nel deserto. Dopo la sua morte diventò la guida degli Ebrei, che peregrinarono per circa quaranta anni nel deserto e poi giunsero alla terra promessa, abitata dai Cananei. In punto di morte Giosuè esortò gli Israeliti a seguire Dio dicendo: “Per quanto riguarda me e la mia famiglia, noi serviremo il Signore” (Esodo capp. 17;24; Numeri capp. 13-14; Giosuè…)
Il quadro è rappresentato da un giovane che impersona Giosuè circondato da soldati con le trombe tra le mani.
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XXIX. Debora (“ape”) profetessa e serve
Capi delle tribù d’Israele durante il periodo di insediamento degli Israeliti nella terra promessa. Capi militari in tempo di guerra, governatori in tempo di pace. Debora fu uno dei più famosi giudici d’Israele, affidò il comando dell’esercito israelita a Barak, che sconfisse i Filistei, inaugurando un periodo di prosperità e di libertà. (Cfr. Giudici capp. 4-5)
Il quadro vivente è raffigurato da una donna e le sue serve |
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XXX. Sansone e Dalila
Sansone (“figlio del sole”) noto per la sua forza sovrumana, governò Israele per venti anni. Cercò di liberare gli Israeliti dalla dominazione dei Filistei. Essendo un “nazireo” cioè un consacrato a Dio, Sansone non taglio mai i suoi capelli. Quando rivelò a Dalila il segreto della sua forza, nella capigliatura, iniziò la sua rovina. Sansone poi, ingannato, accecato, rimase molto tempo in carcere. Morì sotto le macerie del tempio, insieme con molti suoi nemici. Giudici capp. 13-16
Il Quadro vivente è dato da una coppia di giovani e da due servi che portano in due vassoi dei capelli e delle forbici. |
XXXI. NOEMI E LA PIA RUT
Noemi (“mia gioia”) era la suocera di Rut. Si era trasferita con la sua famiglia da Betlemme alla regione di Moab, dove morirono il suo sposo e i suoi due figli. La suocera Rut l’accompagnò nel ritorno a Betlemme e lì sposò un suo parente chiamato Booz, diventando così Noemi la trisavola del re Davide. Il figlio di Rut, Obed, fu il padre di Jesse dal quale nacque il re Davide.
Il Quadro raffigura due donne vestite in modo semplice ma dignitoso, una di esse porta in mano delle spighe. (Rut; Mt 1)
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XXXII. LA PRESENTAZIONE DI SAMUELE AL TEMPIO
Samuele “chiesto a Dio”, figlio di Elkana e di Anna, fu l’ultimo grande giudice - guerriero di Israele ed uno dei primi profeti. La sua chiamata ad essere un profeta venne quando era ancora bambino al servizio di Dio, nel santuario di Silo. Dio lo chiamava per nome di notte mentre dormiva. Con Samuele abbiamo il passaggio dal periodo dei Giudici a quello dei Re.
Il Quadro vivente è rappresentato da un ragazzo vestito con una tunica semplice, accompagnato da una donna che è la madre e da un uomo vestito con abiti sacerdotali raffigurante il sacerdote Elì.1 Samuele capp. 1-4; 7-16
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XXXIII. SAMUELE CON AMPOLLE D’OLIO
Samuele figlio di Elkana e di Anna, profeta e giudice consacrò Saul come primo re d’Israele. Ma, con grande disappunto di Samuele, Saul tradì le sue aspettative.In un secondo tempo consacrò Davide quale suo successore. 1 Sam 16,1-23 |
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XXXIV. RE SAUL
Saul figlio di Kis, della tribù di Beniamino, fu unto, quale primo re d’Israele da Samuele. Saul da giovane era di aspetto avvenente, capo militare, uomo coraggioso, era anche umile e timorato di Dio. Diventò poi disobbediente ed orgoglioso e perciò fu rigettato da Dio. In una battaglia contro i Filistei sul monte Gelboe, Saul si suicidò buttandosi sulla propria spada.
Il quadro è rappresentato da un ragazzo, che porta un’ampolla con l’olio, per l’unzione regale. Saul è rappresentato da un giovane che impersona il Re, accompagnato da alcune ragazze in abiti regali, rappresentanti le figlie di Re Saul e le ancelle. 1 Sam 8-31; 2 Sam 1.
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XXXV. DAVIDE PASTORELLO
Davide significa “beneamato” e rimane il più tra i re d’Israele e Giuda (ca 1012-972 a.C.) Era il più piccolo figlio di Jesse da Betlemme di Giuda, ed aveva molte doti suonava l’arpa, componeva musica, scriveva molte poesie. (1 Sam. 16)
Il quadro vivente è raffigurato da un ragazzo vestito con pelli di agnello che porta sulle spalle un agnello. |
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XXXVI. DAVIDE CON LA TESTA DI GOLIA
Davide da giovane uccise il gigante Golia, sconfisse i nemici di Israele, fece di Gerusalemme la capitale del regno ed instaurò un periodo d’oro per Israele. Il suo amore per Dio fece di lui “un uomo secondo il cuore di Dio” e diventò modello del futuro Messia. 1 e 2 Samuele; 1 Cronache 11-29
Il quadro vivente raffigura un ragazzo che porta in mano una testa e nell’altra una fionda. |
XXXVII. IL GIUDIZIO DI RE SALOMONE
Salomone, (“pacifico”) figlio del re Davide e di Betsabea e suo successore sul trono d’Israele, costruì e dedicò a Dio un magnifico tempio a Gerusalemme.
Salomone divenne famoso per la sua sapienza. Ma le diverse mogli straniere che aveva sposato lo indussero ad affievolire il suo amore per Dio. 2 Samuele 12,24; 1 Re 1-11; 1 Cronache 22,28-29; 2 Cronache 1-9 Emblematico rimane l’episodio della mamma vera e della mamma tiranna (1 Re 3,16-28) |
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XXXVIII. MAMMA VERA E MAMMA TIRANNA
Il quadro vivente raffigura un uomo vestito da re e altre ragazze che simboleggiano la corte. Poi due ragazze vestite con tuniche semplici, un ragazzo vestito da soldato con una spada e un bambino rappresentano la mamma vera e quella tiranna. |
XXXIX. REGINA DI SABA
Saba è un regno nel sud della penisola arabica. La regina si recò in visita a Gerusalemme da Re Salomone per metterlo alla prova con enigmi. Giunse in quella città circondata da una numerosa scorta di cammelli che trasportavano aromi, oro in gran quantità e pietre preziose. (cf. 1 Re 10,1-2)
Il quadro vivente è rappresentato da una donna con abiti regali e delle ragazze che portano dei dono. |

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XL. LA BELLA GIUDITTA
Giuditta figlia di Merori, sposa di Manasse era rimasta vedova ed incoraggiava il suo popolo a sperare in Dio, di cui invocava l’aiuto. Per mezzo di un inganno essa uccise il generale del re assiro Nabucodonosor Oloferne che assediava la città fortificata di Betulia dove si era rifugiato il piccolo popolo di Israele. (Gdt. Capp 1-13).
Il quadro vivente rappresenta una donna vestita in modo sontuoso accompagnata da alcune ragazze che fanno le ancelle. Dietro un servo che porta una scimitarra, segno con il quale Giuditta ha annientato il nemico. |
XLI. TOBIA E SARA
Tobia (“Jahvé è buono”) e Sara (“principessa”) sono due israeliti deportati in esilio a Ninive. Tobia in omaggio alla legge di Dio, seppellisce i Giudei uccisi per comando del re Sennacherib (705-681 a.C.). Sara invece viene liberata dall’influsso del demonio e sposa Tobia (Tb 3,8). Portano un mezzo per guarire il padre dalla cecità (Tb 8). Questa coppia di sposi diventa esempio di fedeltà verso la legge, di preghiera, di amore verso il prossimo e di pazienza nelle prove (cf. Tb 1-12).
Il quadro vivente è rappresentato da due giovani vestiti con delle lunghe tuniche. |

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XLII. DANIELE E LA CASTA SUSANNA
Daniele (“Dio è il mio giudice”) Il profeta Daniele appartenente ad una famiglia aristocratica di Gerusalemme, da giovane fu deportato a Babilonia dove venne chiamato Baltassar da giovane, ed ammesso a corte prima nel regno babilonese poi in quello dei persiani. (Dan. Cap. 1°). Fu un uomo di grande fede e di preghiera, corag-gioso e saggio. Non rifiutò la fede ebraica e pertanto fu gettato in una fossa dei leoni. (Dan cap. 6). Daniele difese energicamente Susanna dalle cattiverie e dalle calunnie di alcuni uomini. (Dan cap. 13).
Il quadro raffigura un ragazzo ed una ragazza vesti-ta con un abito lungo ed elegante.
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XLIII. REGINA ESTER
Ester (“stella”) Ester, una bella ragazza ebrea, visse a Susa, capitale della Persia. Essendo rimasta orfana, fu allevata da suo cugino Mardocheo. Assuero o Serse, figlio di Dario, re persiano (486-465 a.C.) la scelse come sua consorte, al posto della regina Vasti caduta in disgrazia. Ester all’inizio non rivelò la sua origine ebrea, successivamente dopo aver pregato e digiunato, escogitò un piano per salvare il suo popolo. Cfr Ester.
Il quadro vivente è rappresentato da una ragazza vestita con abiti regali ed una corona sulla testa, viene portata da alcuni ragazzi su una lettiga. |
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XLIV. TABELLA NUOVO TESTAMENTO
Una bambina apre la seconda parte della “processione dei misteri” portando una tabella con la scritta “Nuovo Testamento”. Come l’Antico, anche il Nuovo Testamento è formato da di-versi libri più brevi, ventisette in tutto. Li possiamo dividere in varie categorie: 1. Storia: I quattro vangeli e il libro degli Atti degli Apostoli. 2. Lettere: Le lettere dell’apostolo Paolo, la lettera agli Ebrei e le lettere di Pietro, Giacomo, Giovanni e Giuda. 3. Apocalisse di Giovanni I libri del Nuovo Testamento furono composti quando i Romani dominavano sulla Palestina, governata dalla famiglia di Erode. I cristiani leggono la Bibbia soprattutto per ascoltare Dio ed approfondire la conoscenza e l’amore verso di lui.
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XLV. I QUATTRO EVANGELISTI MATTEO - MARCO – LUCA - GIOVANNI
MATTEO (“dono del Signore”) Chiamato anche Levi, fu chiamato da Gesù mentre era al suo lavoro, esigere le tasse. Lasciata ogni cosa, diede una grande festa nella sua casa per Gesù e per molti esattori e “peccatori”. Matteo scrive il vangelo per i suoi connazionali: gli Ebrei. Mt 9,9-10
MARCO, l’autore del secondo Vangelo, abitava a Gerusalemme, dove i primi cristiani si riunivano nella casa di sua madre. Marco, cugino di Barnaba, accompagnò Paolo e Barnaba nel loro primo viaggio missionario. Scrive il Vangelo per la comunità cristiana di Roma, inizia con l’affermazione che Gesù è il Figlio di Dio e si conclude con la stessa espressione posta in bocca al Centurione Romano. Marco 14; Atti 12-15; 2 Timoteo 4.
LUCA (“datore di luce”) Medico di lingua greca, discepolo ed amico dell’apostolo Paolo. Scrive sia il Vangelo che gli Atti degli Apostoli per i Gentili (“pagani”). Egli incomincia con il vangelo dell’infanzia e con la predicazione del Battista, descrive quindi l’attività di Gesù in Galilea ed il viaggio a Gerusalemme. Dante Alighieri lo chiama “scriba mansuetudinis Christi”
GIOVANNI (“il Signore è stato grazioso”) un pescatore e figlio di Zebedeo, era uno dei tre discepoli prediletti di Gesù; Gesù gli aveva dato, assieme a suo fratello Giacomo, il soprannome di “figli del tuono”. Giovanni era il più intimo amico di Gesù, e Gesù in punto di morte gli affidò la cura della sua madre Maria. Giovanni ha scritto uno dei Vangeli, il libro dell’Apocalisse e tre lettere.
I Quattro Evangelisti sono rappresentati da quattro uomini che portano in mano quattro libri che formano il Nuovo Testamento, e sono vestiti di nero. |
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XLVI. ANNA CON MARIA BAMBINA
Anna (“Iahvé ha avuto misericordia”) Il “protovangelo di Giacomo”, uno scritto apocrifo del 2° secolo d.C. ci presenta la famiglia di Maria, una coppia avanzata negli anni che ottiene da Dio un dono singolare: una creatura chiamata Maria. Quando ha circa sette anni la madre la porta al tempio e la offre al Signore. Il quadro vivente raffigura una donna con una bambina che rappresenta Maria da piccola. |
XLVII. MARIA IN PREGHIERA
Maria (“amata da Dio”) Una giovane vergine ebrea, fidanzata ad un falegname di nome Giuseppe, durante la sua giovinezza impara a lodare, ringraziare, invocare il Signore Dio.
Il quadro è rappresentato da una ragazza vestita di bianco con un libro di preghiere tra le mani. |
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XLVIII. L’ANNUNCIAZIONE MARIA E L’ANGELO GABRIELE
Maria (“amata da Dio”) Maria, una giovane vergine ebrea fidanzata ad un falegname di nome Giuseppe, fu scelta da Dio a concepire per opera della Spirito Santo e dare alla luce il suo figlio Gesù Cristo. Quest’annuncio fu dato a Maria a Nazareth dall’angelo Gabriele, ed essa rispose con umiltà e fiducia.
Il quadro vivente raffigura una ragazza con una tunica che impersona Maria ed un ragazzo vestito da angelo. |
XLIX. INCONTRO TRA MARIA ED ELISABETTA
Dopo l’annunciazione Maria si mette in viaggio e lasciata Nazareth si reca ad Ain Karin, un villaggio sulle montagne della Giudea. Lì cantò il Magnificat per esprimere tutto il suo amore e la sua dedizione a Dio ed ai fratelli. Rimane presso la cugina Elisabetta fino a quando non nascerà Giovanni (“il Signore è stato grazioso”), chiamato il Battista, per la sua attività evangelizzatrice.
Questo quadro richiama il servizio che ogni battezzato è chiamato a compiere, per amore del Signore ed è impersonato da due donne che si tengono per mano (Luca cap. 1,39-56). |
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L. NOZZE DI MARIA E GIUSEPPE
Dopo il ritorno a Nazareth di Maria, avviene il matrimonio con Giuseppe, discendente del Re Davide, promesso sposo e lavoratore instancabile. I vangeli ce lo presentano come un “uomo giusto” che ha saputo con la semplicità della vita custodire, allevare ed offrire il Bambino Gesù all’umanità. Mt. 1,18-25
Il quadro vivente raffigura una giovane coppia di sposi, preceduta da una bambina che porta su un piattino gli anelli “segno di donazione, di fedeltà, di mutuo amore”. |
LI. STELLA COMETA
La stella cometa richiama la nascita di Gesù a Betlemme di Giudea. Tutte le profezie erano concordi nel sottolineare che una creatura celeste, all’apparire del fenomeno luminoso sarebbe venuta sulla terra. (Mt 2,1 ss). Si adempie la profezia di Balaam un indovino delle sponde dell’Eufrate figlio di Beor abitante a Petor che benedice Israele e riconosce Iahvé come suo Dio (Numeri cap. 22). Il profeta Isaia (cap. 60,1 ss) ci descrive che molti popoli si metteranno in cammino verso Gerusalemme. Anche i Magi seguono la stella cometa.
Il quadro è rappresentato da una ragazza vestita con una tunica argentata e con una stella per cappello |
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LII. NASCITA DI GESÙ
Maria e Giuseppe si recano a Betlemme in obbedienza al decreto dell’imperatore di Roma Cesare Ottaviano Augusto. In una grotta nasce Gesù e viene visitato dai pastori che portano doni alla famiglia di Nazareth. Matteo 1,18-25; Luca cap. 2,1-21 |
LIII. BAMBINI CON DONI
Il quadro vivente è costituito da una coppia di sposi con un neonato con al seguito un gran numero di bambini, vestiti con tuniche, altri da pastori, che recano doni necessari alla sussistenza alla famiglia di Nazareth. |
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LIV. I TRE MAGI
L’evangelista Matteo ci descrive la venuta dei Magi, uomini di scienza e di cultura, studiosi delle stelle, che vengono per onorare Gesù, portando oro, incenso e mirra. Nel racconto gli elementi storici fondamentali sono:
1) Il rifiuto e la persecuzione del messia e dei suoi seguaci da parte di Israele.
2) La crudeltà di Erode per mantenere il trono.
L’uomo liberamente può accogliere o respingere Gesù, questa scelta può portare alla vita oppure alla morte. (Matteo cap. 2,1-12)
Il quadro raffigura tre uomini con sontuosi abiti orientali che portano tre doni simbolici: l’oro (Regalità) l’incenso (Sacerdozio) la mirra (Profezia) |
LV. ERODE IL GRANDE
Erode il Grande (“eroico”), il malvagio re di Giuda dall’anno 34 al 4 a.C., ricevette la visita dei tre re magi, ordinò la strage di tutti i bambini maschi di Betlemme sotto i due anni di età. Fu chiamato “il grande” perché sotto il suo regno costruì molti palazzi ed il nuovo tempio di Gerusalemme. Ma fu odiato per la sua crudeltà, alla sua corte la musica ed i divertimenti avevano il primo posto. (Matteo cap. 2°; Luca 1,5)
Questo quadro è preceduto da un gruppo di ragazze che portano la cetra, segno di fasto e di divertimento. Un uomo con sontuosi abiti regali impersona il Re Erode; ed è accompagnato dalle ancelle elegantemente vestite. |
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LVI. FUGA IN EGITTO
Giuseppe (“possa Dio aggiungere”) Avvisato in sogno da un angelo del Signore, lasciò Betlemme e portò Maria e Gesù in Egitto per sfuggire al massacro dei bambini di Betlemme ordinato da Erode. (Mt. 2,13-15).
Questo quadro è rappresentato da un uomo vestito con una tunica ed un bastone ed una donna vestita di bianco con un bambino in braccio seduta su un asinello. |
LVII. STRAGE DEGLI INNOCENTI
Con la strage dei bambini si adempie la profezia di Geremia (31,15): “Un grido è stato udito in Rama, un pianto ed un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più”. Anche Ramses o Ramesse II (1290-1224) ordina che i bambini maschi ebrei vengano buttati nel Nilo (Esodo cap. 1°)
Questo quadro è rappresentato da alcune donne con bambini in braccio e da alcuni giovani vestiti da soldato con spade sguainate. |
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LVIII. LA SACRA FAMIGLIA
Dopo la morte di Erode, Giuseppe tornò al suo paese nativo di Nazareth, dove esercitava il mestiere di falegname. “E il bambino cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Luca 2,52). |
LIX. BAMBINI CON ATTREZZI DI LAVORO
Il Quadro vivente è rappresentato da una coppia di sposi con un bambino piccolo, seguito dai bambini portatori di attrezzi. |
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LX. ELISABETTA E GIOVANNI BATTISTA RAGAZZO
Elisabetta (“Dio è il mio giuramento”) Elisabetta, moglie del sacerdote Zaccaria, fu visitata dalla sua cugina Maria, madre di Gesù quando erano incinte. Il figlio di Elisabetta era Giovanni il Battista. Luca 1 Il quadro raffigura una donna con un ragazzo vestito con una tunica chiara e delle pelli. |
LXI. GESÙ FRA I DOTTORI
L’evangelista Luca ci descrive il pellegrinaggio che i genitori di Gesù compivano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando ebbe dodici anni Gesù si perdette nel tempio e rimase tre giorni in mezzo ai dottori della legge che li ascoltava e li interrogava. (Luca 2,41-51).
Nella recita del S. Rosario in lingua siciliana così leggiamo: “Quannu a Gesù lu pirdistivu, lu circastivu e lu truvastivu. Spiegava la duttrina di la maistà divina”.
Il quadro vivente è rappresentato da un ragazzo circondato da alcuni uomini vestiti con abiti sontuosi ed eleganti
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LXII. GIOVANNI BATTISTA RAGAZZO
(“il Signore è stato grazioso”)
Giovanni il Battista, figlio di Elisabetta e di Zaccaria, viveva nel deserto della Giudea. Indossava abiti fatti di pelo di cammello, con una cintura di cuoio stretta intorno alla vita. Predicò con coraggio un messaggio di penitenza e di conversione, preparando così la via al Messia. Matteo 3; 11,1-19
Il quadro vivente è rappresentato da un giovane vestito con una tunica e delle pelli |
LXIII. IL BATTESIMO DI GESÙ
Anche Gesù di Nazareth all’età di circa 30 anni, lasciò la Galilea ed andò da Giovanni il Battista e si fece battezzare nel Giordano. Luca 3,21-22
Il quadro è rappresentato da due giovani. |
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LXIV. TENTAZIONE NEL DESERTO
Dopo il battesimo nel fiume Giordano Gesù si ritirò nel deserto per essere tentato dal diavolo. Mentre Adamo all’inizio della storia del mondo cede alla tentazione, Gesù la supera aderendo umil-mente e generosamente alla volontà di Dio. Anche al cristiano, come a Gesù, non è risparmiata la tentazione. (Luca 4,1-12)
Il quadro vivente è raffigurato da due giovani, quello che impersona il diavolo è vestito di nero. |
LXV.
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LXVI. LA SAMARITANA
Al pozzo di Giacobbe una donna samaritana s’incontra con Gesù che si rivela a lei come un grande profeta. L’acqua di sorgente diventa nell’Antico Testamento il simbolo della vita che Dio dà, soprattutto nei tempi messianici. (Isaia 12,3; 55,1; Ger. 2,13; Ez. 47,1 ss). Nel contesto evangelico l’acqua viva diventa simbolo dello Spirito.
Il quadro vivente è rappresentato da una donna che porta un’anfora. |
LXVII. GESÙ E MARIA MADDALENA
Maria Maddalena (variante di Miriam) Maria prese il nome di Maddalena dal paese nativo di Magdala. Gesù scacciò da lei sette demoni, ed essa di-venne una discepola del Maestro. Maria si trovava ai piedi della croce quando Gesù morì Luca 8,1-3; Gv 19,25
Il quadro vivente raffigura un uomo vestito di bianco che rappresenta Gesù ed una donna vestita con una tunica lunga semplice che rappresenta la Maddalena |
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LXVIII. ERODE ED ERODIADE
Erodiade (“eroica”) Mentre suo marito Erode Filippo era ancora vivo, sposò suo cognato Erode Antipa. Questa donna non sopportava Giovanni il Battista perché non accettava questo matrimonio. Ad un banchetto tenutosi per il compleanno di Erode, Salomè danzò davanti al re e “piacque tanto a Erode che le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Istigata dalla madre chiese che le venisse portata su un vassoio la testa di Giovanni il Battista, prigioniero nella fortezza del Macheronte ad Est del Mar Morto. Matteo 14, 1-12; Marco 6,14-29
Il quadro vivente raffigura un uomo in abiti regali accompagnato da una donna vestita anch’essa con abiti regali, circondati dalle ancelle.
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LXIX. SALOMÈ
Il Quadro vivente raffigura Salomè che indossa il vestito delle danzatrici orientali. Una ragazza porta su un vassoio la testa di Giovanni il Battista. |
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LXX. MOLTIPLICAZIONE DEI PANI E DEI PESCI
Dopo la morte di Giovanni il Battista Gesù si ritirò nel deserto, una grande folla lo seguiva, poi sentì compassione per loro e moltiplicando cinque pani e due pesci sfamò circa cinquemila uomini, senza contare le donne ei bambini. Mt 14,13-21; Mc 6,31-44, Lc 9,10-17; Gv 6,1-15
Il quadro vivente è rappresentato da un giovane che raffigura Gesù ed altri due uomini che rappresentano gli apostoli. Alcuni bambini portano delle ceste di pane e dei pesci. |
LXXI. GESÙ CON I FANCIULLI
Nel suo ministero pastorale Gesù mostra un’attenzione particolare per le donne e i bambini. L’evangelista Marco così scrive: “or alcuni gli conducevano alcuni bambini affinché li toccasse, ma i discepoli li sgridavano” (Mc 10, ).
Il quadro vivente raffigura un giovane con una tunica bianca circondato da un nugolo di bambini gioiosi e festanti. |
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LXXII. MARTA E MARIA DI CLEOFA
Marta (“signora”) Con sua sorella Maria e suo fratello Lazzaro, Marta o-spitava spesso Gesù e i suoi discepoli nella sua casa a Betania, un villaggio vicino a Gerusalemme. Un giorno Marta si lamentò con Gesù che Maria se ne stava seduta ad ascoltare i suoi insegnamenti . Gesù tuttavia le fece osservare che Maria aveva scelto la cosa migliore. Luca 10,38-42; Gv 11,1-12,8.
Il quadro vivente è rappresentato da due donne raffiguranti le sorelle di Lazzaro. |
LXXIII. INGRESSO DI GESÙ A GERUSALEMME
Con la domenica delle Palme, l’ingresso di Gesù di Gerusalemme si apre la Setti-mana Santa, la principale di tutto l’anno liturgico. Gesù entra a Gerusalemme cavalcando un asino, applaudito dai bambini e dalla folla come il re di Israele che viene nel nome del Signore. Mt 21,1-11; Mc 11,1-11; Lc 19,28-38; Gv 12,12-16.
Il quadro vivente è rappresentato da un giovane vestito di bianco che impersona Gesù circondato da numerosi bambini che portano tra le mani palme e rami di ulivo. |
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LXXIV. ULTIMA CENA
Il giovedì seguente il suo ingresso a Gerusalemme, Gesù consumò la sua ultima Cena con i suoi discepoli, istituendo l’eucaristia prima i recarsi a pregare nell’orto del Getsemani, dove Giuda lo tradì. L’eucaristia è il sacramento della passione e della morte di Gesù. Mt. 26,26-29; Mc 14,22-25; Lc 22,19-20; Gv 6,51-58; 1 Cor 11,23-25.
Il quadro vivente è rappresentato da Gesù circondato dai Dodici Apostoli. |
LXXV. CATTURA DI GESÙ
Era notte quando Giuda abbandonò la stanza alta della Cena e s’immerse nel buio del tradimento. La violenza di spade e bastoni e il bacio dell’inganno avvolgono il Figlio dell’uomo, il Maestro dell’amore più grande e della verità che conduce alla vita. Mt 26,47-56; Mc 14,43-52; Lc 22,47-53; Gv 18,2-11.
Il quadro raffigura due giovani uno im-persona Gesù e l’altro l’apostolo Giuda, circondati dai soldati. |
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LXXVI. ANNA E CAIFA
Dopo essere stato tradito da Giuda nel giardino del Getsemani per trenta monete d’argento, Gesù fu arrestato, legato e portato da Anna per essere interrogato. Anna, mandò poi Gesù da suo genero Caifa il sommo sacerdote in ca-rica in quell’anno. Caifa lo dichiarò reo di bestemmia e poi lo mandò da Pilato perché facesse eseguire la sentenza. Mt 26,57-75; Mc 14,53-65; Lc 22,54-55; Gv 18,24
Il quadro vivente rappresenta due uomini che impersonano le due singolari figure del Sine-drio. |
LXXVII. ECCE HOMO
Gesù il Verbo di Dio fatto uomo è venuto per salvare, per ricolmare ogni uomo della sua grazia Che male dunque ha fatto? Quello di aver annunziato la buona novella ai poveri, la riconciliazione ai peccatori; è aver portato sulla terra il fuoco divino che purifica e riaccende l’amore nel cuore degli uomini… Gv 18,1-5
Il quadro vivente è rappresentato da un uomo vestito con un manto rosso ed una corona di spine sulla testa, in catene circondato da due soldati. |
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LXXVIII. PILATO: CLAUDIA MOGLIE DI PILATO CONSIGLIERI, SOLDATI E SERVE DI PILATO
Pilato (“portatore di giavellotto”) Comandante in capo della guarnigione romana, era il governatore romano della Giudea. Pilato aveva riscontrato che Gesù era innocente ed aveva riscontrato che Gesù era innocente ed aveva perfino cercato di liberarlo proponendolo alla folla come il prigioniero che poteva essere graziato… ma la folla preferì Barabba. Mt 27,11-28; Mc 15,1-15; Lc 22,66-23,25; Gv 18,28-19,22.
Il quadro vivente è rappresentato da un uomo ed una donna vestiti con abiti sontuosi e regali accompagnati dalle serve e dai soldati. |
LXXIX. BARABBA
La folla grida più forte: “crocifiggilo” E Pilato, volendo dare soddisfazione alla mol-titudine, rilascia loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegna perché sia crocifisso. (Mc 15,14-15) “Gesù è innocente Pilato l’ha compreso quell’uomo povero e mite che gli sta davanti e Barabba, l’omicida è liberato Barabba: è già frutto della passione di Cristo”.
Il quadro vivente è rappresentato da un uomo vestito con una tunica rossa accompagnato da due soldati. |
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LXXX. I LADRONI
Uno dei malfattori appesi alla croce insultava Gesù. Ma l’altro lo rimproverava: “neanche tu hai timore di Dio?”. E aggiunse: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno”(Luca 23,39-40,42) Dall’alto della croce, Gesù svela la realtà più profonda di Dio: egli è amore, perdono, misericordia. Lo proclama con le sue braccia distese e con il suo cuore dice: “Padre perdona loro”…
Il quadro vivente raffigura i due ladroni con la tunica rossa che portano sulle spalle un legno per la crocifissione. |
LXXXI. VIAGGIO AL CALVARIO
È un quadro composito che presenta il viaggio di Gesù al monte Calvario. Un uomo che porta la croce vestito con una tunica bianca e una corona di spine è affiancato dalla Veronica: una donna che porta un sudario con un volto disegnato. Accanto alla croce c’è Simone di Cirene: un uomo vestito con una tunica semplice. Dietro alla croce ci sono: l’Addolorata con un manto nero; Giovanni, un giovane che indossa una tunica; Maria di Cleofa, Maria madre di Giacomo, le Pie donne sono rappresentate da alcune donne vestite di nero. |
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GESÙ PORTA LA CROCE
“I soldati si sono presi burla di Gesù, condannato a morte, gli ridanno le vesti, lo caricano della croce. Camminando verso il Golgota, Gesù indica all’uomo smarrito la via della salvezza”. |
IL CIRENEO
“Primo di una moltitudine di futuri discepoli, il Cireneo, uomo straniero, è costretto a portare la croce di Gesù fino al Golgota, silenziosamente entra nel dramma della passione”.ero; Giovanni, un giovane che indossa una tunica; Maria di Cleofa, Maria madre di Giacomo, le Pie donne sono rappresentate da alcune donne vestite di nero. |
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LA VERONICA
““Nessun volto è più bello del tuo, Signore Gesù, che sei venuto a mostrarci lo splendore della gloria del Padre. Fu lei, allora, a guardarti con lo sguardo del cuore; fu lei, la pia Veronica, ad asciugarti il volto insanguinato; e tu glielo donasti allora, impresso nel velo…” |
ADDOLORATA
““Nell’ora della solitudine e dell’abbandono non poteva mancare Lei; la tua madre. Possa non mancare mai ad alcun uomo che soffre un cuore di madre vigile, pietosa, una presenza di tenerezza e di consolazione.” |
GIOVANNI APOSTOLO
Attorno al Crocifisso è presente Maria, la Madre, e Giovanni, il testimone nei secoli dell’amore. E sei tu, Madre, che in Giovanni tutti ci accogli e tutti nel dolore ci generi, i primi e gli ultimi, tutti. E noi come Giovanni ti accogliamo. |
MARIA MADDALENA, MARIA DI CLEOFA E MARIA MADRE DI GIACOMO
“Stavano presso la croce di Gesù, sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala”. (Gv 19,25) |
PIE DONNE
“Con le figlie di Gerusalemme, anche tu, Vergine, sali al Calvario, anche tu piangi. Piangi per il peccato degli uomini, ed il tuo pianto, monito e supplica, giunge fino a noi: non soffocate la verità, non perseguitate l’innocenza, NON UCCIDETE L’AMORE”
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CENTURIONE ROMANO
Il Centurione, un pagano, comandante del plotone di esecuzione, è la persona spiritualmente più lontana. Ora glorifica Dio quando dice: “davvero quest’uomo era giusto” (Luca 23,47), e si avverano le parole di Gesù: “quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32) |
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LXXXII. INCAPPUCCIATO CROCE A LUTTO
L’ultimo quadro raffigura un uomo incappucciato che porta la croce.“Sul monte Calvario è sceso, con la sera, un grande silenzio. Il dolore non ha più lacrime, non ha più parole Mentre Gesù viene deposto nel sepolcro. Ora il re dorme, vigilato da guardie, ma non è sepolta con lui la speranza. Nel cuore della notte il seme si prepara a germinare… |
CRISTO MORTO E ADDOLORATA
Dopo i quadri viventi sfilano le varie confraternite del paese, il Clero in “nigris”, le Autorità Civili e Militari, l’Urna del Cristo Morto, portata a spalle dal ceto dei “Galantuomini”. Infine segue la “Vara” con il simulacro ligneo della Madonna Addolorata, avvolta da un manto nero e portato dal ceto delle “Maestranze”. Un popolo immenso, un suggestivo silenzio, suggellano la Processione più sentita dell’anno liturgico e della cittadina di Montelepre. |
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Testi di Don Santino Terranova
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